Sedere alla destra: come la lettera agli Ebrei cita il Salmo 110
Un salmo ebraico e una lettera greca non si possono confrontare parola per parola. Metti la Settanta tra i due e la citazione diventa visibile al livello del testo originale.
Il Salmo 110:1 è citato nel Nuovo Testamento più spesso di quasi ogni altro singolo versetto: Matteo 22:44, Marco 12:36, Luca 20:42, Atti 2:34, Ebrei 1:13. Ogni lettore lo conosce. Meno ovvio è che un computer che confrontasse il salmo ebraico con la lettera greca, parola per parola, non troverebbe proprio niente.
Il problema
Ecco l’ebraico:
נְאֻם יְהוָה לַאדֹנִי שֵׁב לִימִינִי עַד־אָשִׁית אֹיְבֶיךָ הֲדֹם לְרַגְלֶיךָ
Ed ecco Ebrei 1:13:
κάθου ἐκ δεξιῶν μου, ἕως ἂν θῶ τοὺς ἐχθρούς σου ὑποπόδιον τῶν ποδῶν σου
Non c’è un solo elemento in comune. Non un lemma, non un numero Strong, non un carattere. Ogni metodo che lavora sulle lingue originali (e sono i metodi di cui ci si può fidare di più, proprio perché non passano attraverso la traduzione di nessuno) qui è completamente cieco.
Naturalmente il collegamento si può ottenere da una traduzione. Nella Riveduta il salmo dice Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de’ tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi, ed Ebrei 1:13 riporta quasi le stesse parole. Ma allora il collegamento poggia sulle scelte dei traduttori, e due traduttori che rendessero diversamente lo stesso ebraico lo spezzerebbero.
Il ponte
Il Nuovo Testamento cita l’Antico quasi sempre nel greco della Settanta. Il che significa che il confronto impossibile, ebraico contro greco, può essere sostituito da uno possibile: l’Antico Testamento greco contro il Nuovo Testamento greco. Stessa lingua, stesse forme delle parole, stessa grammatica.
Il Salmo 110:1 nella Settanta è il Salmo 109:1:
κάθου ἐκ δεξιῶν μου ἕως ἂν θῶ τοὺς ἐχθρούς σου ὑποπόδιον τῶν ποδῶν σου
Ora i due sono quasi la stessa frase. La prova che Moria mostra per questo collegamento è la catena che i due versetti hanno in comune:
Κάθου … δεξιῶν … ἕως … ἐχθρούς … ὑποπόδιον … ποδῶν
Sei parole di contenuto nello stesso ordine. È quell’ordine a distinguere una citazione da una coincidenza: due testi sulla regalità condivideranno del lessico, ma non condivideranno una sequenza.
Quanto è costato costruirlo
Il ponte non è gratuito, perché la Settanta numera i versetti in un altro modo. Il Salmo 110 è il Salmo 109; i salmi slittano di uno per un lungo tratto, perché il Salmo 9 della Settanta copre ciò che l’ebraico conta come 9 e 10. Geremia è riordinato del tutto.
Si sarebbe potuto compilare a mano. Invece è ricavato dal testo, e poggia su un’osservazione semplice: i nomi propri restano riconoscibili attraverso una traduzione. Togli le vocali da Ἰσραήλ e da Yisraél e ciò che resta è chiaramente la stessa parola. Fallo con ogni nome nei due testi; poi, per ogni abbinamento possibile, guarda quanti nomi concordano e quanto bene si accordano le lunghezze dei versetti, e cerca la sequenza che riesce meglio su tutto un libro, a una condizione: la sequenza non può mai tornare indietro. È questa condizione a gestire i punti in cui la Settanta fa di due salmi uno, o di uno due. Per il Salmo 9 non serve alcun caso speciale.
Geremia, l’unico libro davvero riordinato, ha ricevuto entrambi i trattamenti: una corrispondenza dei capitoli calcolata automaticamente e la tabella classica della critica testuale, messe a confronto, tenendo la migliore.
Il risultato è stato verificato su 34 corrispondenze note: il Salmo 110:1 come Settanta 109:1, Geremia 31:31 come 38:31, e così via. È giusto in 33 casi. Quell’unico caso rimanente viene dichiarato e non sepolto, perché una precisione dichiarata senza un numero di errori dichiarato non è affatto un’affermazione.
Dove il ponte tace
Trova le citazioni che seguono la formulazione della Settanta. Dove il Nuovo Testamento segue un altro testo greco, o dove l’autore ha tradotto da sé l’ebraico, non c’è nulla da abbinare. Le citazioni di compimento di Matteo sono notoriamente miste sotto questo aspetto.
Il silenzio del ponte, dunque, non prova che un versetto non venga citato. Significa che una via particolare non l’ha portato, e il metodo delle citazioni che lavora attraverso la traduzione, cieco in altri punti, potrebbe benissimo coglierlo al suo posto.
Ecco l’intera architettura in miniatura: cinque metodi, ciascuno cieco da qualche parte, disposti in modo che i loro punti ciechi non coincidano.